La cagnolina che vedete, non esiste più.

E' morta

 

A I U T A T E C I!!!
A G I A M O    A D E S S O!!!


Canile di Frosinone: Report di un Mercoledì.
L'aura e Federica in visita al Canile di Frosinone.
Quante cose possono esser dette...

21 Marzo 2007

La cagnolina della foto, non esiste più. "E' morta."

Così ci è stato detto

Nonostante, su insistenza dei volontari, è stata prelevata dal box dove giaceva raggomitolata su se stessa, tremante e ferita, ed è stata condotta all'interno dell'infermeria dove dagli operatori del canile è stata deposta sopra fogli di giornali in un angolo.

Al nostro sguardo di arroganti incompetenti il cane è apparso visibilmente debilitato.

(Ma noi siamo volontari, dei 'rompicxxxxxxi' come, con un briciolo di intelligenza intuitiva, riporta un divertente volantino di volgare e squallida ironia popolare che la gestione, ha casualmente esposto tra l'ufficio pratiche di adozione e l'infermeria.

Poco vicino sono appese fotocopie su canili Enpa sequestrati e indagini su altre strutture. Come a voler far intendere che sono altri i canili da monitorare. Noi crediamo che ce ne siano anche altri. Ma non solo.

La diagnosi clinica della Dott.ssa non ha rilevato, a suo parere e dottrina, nessuna patologia specifica, mucose e battito cardiaco regolare: quindi sana.

Le ferite sul corpo è sembrato non destassero preoccupazione.

E il referto verbale della Dott.ssa è stata concisa e sintetica:
'S'è schiattau'. In dialetto calabrase, letteralmente, 'si è solo spaventata'. Così ci è stato detto.

I cuccioli che vedete al di là delle grate pare siano tutti ammalati.

Altri in passato ne sono morti e forse anche loro moriranno.

Di alcuni cani, scomparsi, di cui si è chiesto e domandato solo ottime novelle: "Tutti Adottati". Così ci è dato detto.

Entrati nel Canile di Giuliano di Roma (Frosinone) volevamo scattare delle foto (in giorni e orario di apertura alle Associazioni di volontariato come protocollo prevede) ma non è stato possibile come desideravamo, perchè siamo stati trattati come insolenti e la nostra presenza dichiaratamente inopportuna.

"E poi per educazione non si entra in casa d'altri e si scattano fotografie". Così ci è stato detto.

"Peccato che un canile non dovrebbe essere considerato 'casa' di nessuno. E che i cani detenuti in un canile, non sono beni privati del gestore ma sono beni pubblici dei Comuni, paganti la struttura di ricovero che stipula la convenzione. Abbiamo replicato."

"Ma cosa mi volete insegnare? E chi l'ha deciso?" Così ci è stato detto.

"Le normative vigenti". Abbiamo risposto.

"Ma qui stiamo a casa mia." Così ci è stato detto. Con sguardo fisso, Ribadito.

Accompagnati a vista come delinquenti ci è stato concesso, a seguito di polemiche tenaci e pazienti suppliche, di fare un giro nel Canile e scattare, su richiesta solo alcuni cani e non altri.

La visita è stata possibile solo se effettuata a gruppi di due e sole due persone. Così ci è stato detto. Imposto.

E indossando il kit antibatterico per non infettare gli animali, così ci è stato detto, a noi infestati!

L'acquisto del kit è avvenuto senza un fiato. E con fattura su richiesta.

Peccato che qualsiasi altra persona lì presente inclusi gli operatori del canile, eccetto i volontari, non indossava nessun camice di garza e nessun tipo di copertura antisettica sulle scarpe. Ma tant'è.

Durante la visita abbiamo domandato perchè alcuni box, fossero sprovvisti di identificativo numerico sia dei box sia dei cani presenti all'interno del box, per riconoscimento di sesso e di chip .

"Di questo si occupa la Dott.ssa". Così ci è stato risposto. Quindi non risposto.

Alcuni cani sembravano essere più debilitati o magri di altri. Ma solo ad alcuni si poteva scattare foto e non da dietro le grate. "E' questo quello che vogliono". Ci è stato detto.

Una segugia molto magra che sembrava soffrire particolarmente la detenzione poteva essere una adozione da incentivare più di altre, è stato domandato il permesso di scattarle alcune fotografie.

"Ci sono molti altri cani da fotografare". Così ci è stato detto.

Un altro cane apparentemente debilitato e sofferente poteva essere sponsorizzato attraverso una foto ed essere adottato.

"Non è possibile fare le foto a questo cane". Ci è stato detto.

"Questa è casa mia."  Ci è stato ribadito.

Quando qualcuno ha scattato spontaneamente alcune fotografie ai box, che ospitano manciate di cuccioli, ci è stato detto che così, come si stavano scattando foto ai cani, in orario di apertura al pubblico e a solo scopo volontario, loro si arrogavano il diritto di scattare una foto alla persona fisica che stava fotografando.

"Nessuno abuso. Qui stiamo a casa mia". Così ci è stato detto. Ripetuto, forse.

I box, quasi sempre umidi dal pulito, contengono tutti mangiatoie di metallo fantasiosamente simili alle mangiatoie delle porcilaie.

E i cani sono assemblati assieme (senza considerare l'idoneità per taglia e per peso in una apparente promiscuità caratteriale) in gruppi tutti all'incirca formati da una decina di animali.

Molti accucciati in terra. Accovacciati negli angoli. Dentro le mangiatoie stesse. Sopra lastre di legno.

"Mi occupo di animali da moltissimi anni. Nessuno deve insegnarmi niente" Così ci è stato detto.

Molte cose sono state dette. Che siano la Verità?
Molte cose possono esser dette. Che sia Giusto?

Lettera firmata da L'aura

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In questa lettera, per motivi personali, mi limiterò alla cronaca dei fatti di quanto accaduto. Per il momento è necessario che qualcuno, oltre noi, sia a conoscenza di ciò che accade in questi carceri di massima sicurezza per cani, e che possa e voglia personalmente verificare.

Il giorno 21 marzo 2007, accompagnata da membri di altre associazioni animaliste, mi sono nuovamente recata al canile con la sola intenzione di visitarlo e scattare foto per incentivare le adozioni e documentare la situazione. Siamo stati  gentilmente" accolti dal gestore dell'attività, il quale da dietro il cancello d'ingresso ci informava che, a causa di un guasto energetico,non era in grado di farci entrare. Dopo diversi minuti di attesa sono state miracolosamente trovate le chiavi di un cancello pedonale.

Giunti all'interno della struttura, siamo stati insistentemente interrogati sui nostri scopi e sulla nostra persona, considerata la nostra determinazione e la preparazione legale di alcuni, il gestore ha ceduto, obbligandoci però a non scattare foto, ad effettuare il giro due alla volta, imbalsamati in un kit sterile e scortati dai suoi dipendenti.

Sono stata la prima ad effettuare la visita, blindata tra gli operai.

Per prime le gabbie contumaciali. Un minimo di 3-4 cani per gabbia presumibilmente affetti da diverse patologie (magrezza, leishmania, rogna), cani appena sterilizzati con cani aggrediti o cani appena arrivati. Tutti costretti in pochissimi metri di cemento umido e condizioni igieniche precarie.

Poi altri cani ed altri box un minimo di 8-9-10 cani per gabbia, moltissimi esemplari di razza con ancora il collare, ho chiesto di poter fare foto almeno a loro per tentare di rintracciare un eventuale proprietario, ma niente da fare.

E poi cani anziani, magri, sottomessi, nascosti sotto le panche, tumefatti dai morsi degli altri cani, tanti occhi mucosi, peli intrecciati e annodati.

Sui box nessun cartellino, nessuna indicazione di tatuaggi, microchip, sesso dei cani.

Concesso solo di avere informazioni rivolgendosi al gestore o alla dott.ssa, ammesso che sapessero rispondere a queste informazioni.

Poi la parte dei cuccioli. Al momento coperte da teli, ho chiesto di sollevarli per poterli vedere. Una quantità inverosimile di cuccioli di varie età, più o meno sani, più o meno vitali, più o meno festosi.

Per gradire... la parte riservata ai molossi.

Qualche ritrosia da parte del personale, qualche sguardo duro, silenzio e occhi negli occhi fino a che non mi hanno lasciato entrare. c'erano due cani per gabbia, la maggior parte magri e con lo sguardo assente, prigionieri in uno spazio talmente stretto da sembrare un tugurio.

Infine la parte più esterna, sempre gabbioni con cuccioli dai quattro mesi in su e alcuni box sempre da una decina di cani. All'interno di una gabbia una cagnolina era a terra, aggredita dagli altri cani ma ancora viva. Ho istintivamente preso la macchina fotografica e, nonostante il divieto del tutto arbitrario, ho scattato una foto...

La cagnolina è stata prelevata (quella che vedete sulla foto in alto) su mie insistenze. Dopo pochi giorni la piccola è deceduta.

Pare che da quel giorno in poi, con una scusa o un'altra, non sono più stati affidati cani all'Associazione per cui ci adoperiamo.

Lettera firmata da Federica

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L'aura e Federica in questo giorno di Lutto e Consapevolezza,
in senso di Sconcerto e Protesta non inoltreranno nessun altro appello, perchè Offese e Disgustate dalla Giustizia: Umana, Divina e Animale

Se volete aiutarci o avere maggiori informazioni scrivete a:
laufabbri@gmail.com


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