Non riuscivo a credere ai miei occhi e, infatti, ho dovuto metterci il naso sopra e rileggere più volte per convincermi che, quello che stavo guardando sull’opuscolo della LAV (Lega AntiVivisezione), fosse vero. Beh, guardate anche voi e ditemi se non vi fa lo stesso effetto!

Già…c’è proprio scritto "DOG FUR" che, per quelli che ignorano l’esotico idioma, vuol dire "pelliccia di cane"!

Ho proprio qui, davanti a me, quell’opuscolo e continuo, di volta in volta, a gettargli un’occhiata di sbieco sperando che, la mia, sia solo un’allucinazione ottica dovuta all’offuscamento dei sensi, ma vi assicuro che sono nel pieno possesso delle mie facoltà mentali (IO!) e che è tutto vero!

Vi riassumo in breve i fatti: cani di tutte le razze, ma anche meticci, gatti di strada o allevati per l’occasione, vengono uccisi in paesi come la Cina, la Thailandia, le Filippine e la Corea ed esportati in tutto il mondo per essere trasformati in pellicce o accessori.

In Italia vengono "solo ridotti" a rivestimenti interni di capi di vestiario, scarpe, suole per scarpe e stivali (come se non venissero già calpestate abbastanza le povere bestie da vive!).

E sapete per quanto potrebbe essere ucciso il nostro amico a 4 zampe di taglia grande? Per soli 9 dollari…e per farne una pelliccia ne occorrono 12 (mentre per quelle di gatto ci vogliono dai 18 ai 24 animali). Ma i produttori si guardano bene dal dichiarare nelle etichette come sono fatti quei capi o gli accessori di cui amiamo ornarci;: chi li comprerebbe sennò!

Dunque miei cari signori e signore, quando vi innamorate di un bel golf con il collo bordato di pelo o di un caldissimo giaccone foderato o, ancora, di un bel paio di caldissimi guanti, cercate nelle etichette i messaggi nascosti, osservateli bene…potreste veder saltar fuori una "pulce"!

Lettera inviata da Sonnenblume
sonnenblume@elbasun.com