Lettera inviata da Stellacometa

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PENSIERI

E stamattina mi sono alzata con una miriade di pensieri in testa … non potevo permettere che mi sfuggissero, li dovevo fermare.

Non potevo permettere di non farveli conoscere perché sapevo benissimo che non sarebbero sopravvissuti fino al momento della scrittura sul pc.

E allora ho preso il mio quadernone, il mio quaderno segreto, la mia penna, quella delle streghe … e mi sono messa a scrivere.

Spesso si lascia agire il dolce istinto, la passionale irrazionalità anche per affrontare le piccole cose, si segue, così come si dice, il cuore, poi,  invece le scottature e le delusioni, la mancanza di quelle benedette o maledette aspettative ci costringono a far uscire da noi stessi la razionalità.

Qualcuno ha detto di me che ho una personalità divisa e strappata e… sapete una cosa?

Coloro che me lo hanno detto mi hanno conosciuto poco, ma lo stretto necessario per scavarmi l’anima con estrema attenzione e acuta intelligenza.

Spero mi vogliano bene, perché io gliene voglio.

E’ vero, un volto, una maschera: è stato così per molti anni e forse l’abitudine a farlo non è ancora del tutto sparita.

La sensazione di essere me stessa è forse illusoria, non sono ancora libera da quella maschera: la maschera del “va tutto bene”, la maschera del “sono serena”.

Vorrei essere serena, ma non sempre ci riesco…

Un mio carissimo amico mi diceva che avrei saputo essere felice, forse ancora ne avevo un po’ paura:

- Dentro - diceva il mio Amico - hai un elastico, una molla pronta a scattare.-

E so che ha ragione, è così, ma non riesco a farla scattare quella molla, mi lascio vivere dagli altri passivamente.

Tanti sono gli asterischi che ho posato sul quadernone, sul mio quadernone segreto e molti sono andati a finire in Elbasun, perché chi entra abbia la sensazione di entrare davvero in un posto caldo e accogliente, quale Elbasun è davvero.

Ed è per questo, proprio per questo, che ho deciso di inviare questa pagina.

Finora, questi asterischi non erano altro che pensieri immaginati di vite diverse dalla mia, di vite che potrebbero comunque essere vere ed essere state vissute da altre persone.

Non c’è limite al nostro sentire, non è dato porre un fermo al nostro percepire, rimanendo fermi alla nostra persona, al nostro mondo, circoscrivendo le nostre sensazioni in un mondo chiuso.

E purtroppo, spesso lo facciamo, anche se inconsapevolmente, senza sapere che la scorza dura, di cui ricopriamo la nostra polpa, la corazza che indossiamo non può far altro che limitarci ancora di più.

Il muro più alto, insormontabile ce lo mettiamo davanti da soli, rimanendo assediati dai nostri stessi problemi, perché ci hanno insegnato che ci si deve sempre mostrare forti e non mostrare mai i nostri dubbi e le nostre incertezze.

D’altra parte talvolta, i dubbi e le incertezze mostrati all’esterno permettono ai più sicuri e ai più audaci, e spesso, anche ai più furbi di approfittarne.

“Homo hominis lupus”…

ma…dopo tanto tempo, dopo tanta riflessione ho deciso di far dono ai frequentatori di Elbasun, che ritengo essere della mia stessa pasta, dei miei dubbi e delle mie incertezze o, perlomeno, una parte di quelli e una parte di quelle.

Stellacometa, novembre 2000

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09/09/03