Lettera inviata da Graziella Romano


Signor Direttore,
chi vi scrive è una nonna di 85 anni, la quale si scusa per il disturbo, ma il motivo che l’ha spinta a scriverle, e l’apprendere che alcuni vorrebbero togliere il Presepio nelle scuole.

Le sembra giusto privare ai bambini il piacere di festeggiare il Santo Natale nel rispetto delle nostre antiche tradizioni?

Evidentemente alcune mamme non capiscono cosa vuol dire crescere i propri figli secondo i nostri sani principi.

Dopo la seconda guerra mondiale, vi era molta disoccupazione. Ed io, come tanti altri, facevamo molti sacrifici, per cui di certo non potevamo permetterci l’albero di Natale.

Il mio bambino, che l’aveva visto all’asilo, lo voleva. Io non sapevo come accontentarlo, allora cosa ho fatto: sono andata da una mia conoscente fioraia e mi sono fatta regalare due rami fra quelli che aveva tolto da alcuni grandi abeti. Con quei due rami. che in casa avevo uniti, creai anche per noi l’albero di Natale.

Però non avevo le palline per addobbarlo, ma questo non fu un problema, perché presi dei grossi bottoni e li ricoprii con della carta colorata.

Per il presepio, ritagliai delle figurine che trovai su un giornalino di mio fratello, che poi incollai su un cartoncino per renderle rigide. La capanna l’ho fatta utilizzando una vecchia scatola da scarpe; tutto questo mentre mio figlio dormiva.

Non vi posso descrivere la contentezza del mio ragazzo appena vide il Presepio, il quale mi disse: mamma, allora Gesù Bambino è venuto anche a casa nostra?

Per lui l’albero era come quello che aveva visto all’asilo, la sua felicità mi ripagò per tutto quello che avevo fatto, e di certo non scorderò mai quel bel momento.

Vi ho scritto questo racconto, purtroppo vero, perché è un pezzo della mia vita.

Compiango quelle mamme che non vogliono il presepio nelle scuole; ma sono certe che anche i loro figli non lo vogliano?

Sinceri auguri a lei ed a tutti i suoi lettori.

Graziella Romano - Natale 2004


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