Tutta la vita dell'universo si svolge in un incessante susseguirsi di stimoli e riflessi.

Al minimo tocco esistono piante che chiudono le loro foglie, o fiori che aprono i loro petali sotto lo stimolo della luce del giorno per richiuderli dopo il tramonto.

L'organismo umano non si può sottrarre a questa legge generale.

Infatti i riflessi, che in esso incessantemente si producono e che rappresentano tutta la sua complessa vitalità, sono la risposta ad altrettanti stimoli.

Possiamo dividere questi ultimi in tre categorie: stimoli fisiologici, patologici e curativi.

E' noto come diversi stimoli che vengono esercitati attraverso dei processi fisiologici naturali nel nostro organismo, possono produrre risposte del tutto involontarie senza la necessità della nostra approvazione.

Attraverso queste risposte, come ad esempio secrezioni ghiandolari, variazioni delle attività cardiache, ecc. si compiono le più importanti funzioni vitali. Questi sono gli stimoli fisiologici.

Gli stimoli patologici sono studiati per stabilire o confermare delle diagnosi. Alcune malattie ad esempio, hanno un loro particolare modo di riflettersi nell'iride, manifestando fenomeni caratteristici che vengono studiati nell'indo-diagnosi.

Esaminando il fondo dell'occhio è possibile a volte diagnosticare ad esempio un tumore cerebrale perchè esso trasmette all'occhio determinati riflessi. Oppure i capillari cutanei ricevono degli impulsi trasmessi dalle tossine elaborate in alcune malattie e fanno si che l'epidermide assuma determinati aspetti.

Esistono tuttavia altri stimoli che noi stessi possiamo provocare "dall'esterno", mediante l'eccitazione di particolari punti nevralgici, a

scopo curativo, per ripristinare cioè quell'equilibrio che è stato interrotto dalla malattia. Sono questi gli stimoli ed i conseguenti riflessi curativi.

Ed è proprio sull'efficacia di questi stimoli che l'agopuntura ha le sue fondamenta.

Con alla base una profonda conoscenza anatomica e strutturale del corpo umano, i suoi canali di energia (chiamati meridiani), i numerosi punti corrispondenti agli organi del corpo e la teoria già precedentemente spiegata dello Yin e dello Yang, l'agopuntura affonda le sue radici nell'antica medicina tradizionale cinese.

Ancora oggi in Cina la medicina tradizionale e la medicina moderna occidentale si affiancano negli ospedali, come negli ambulatori.

In Occidente solo verso la metà di questo secolo, l'agopuntura viene accettata ufficialmente come pratica medica terapeutica, con basi scientifiche a tutti gli effetti, infatti può essere praticata solo da esperti medici professionisti.

Una volta diagnosticata la malattia, ascoltando il paziente, visitandolo e accertandone lo stato con un attento esame soprattutto della lingua e del polso, il metodo consiste nell'introdurre in punti specifici in relazione all'organo malato (i punti possono essere anche ben lontani dalla zona malata) degli aghi.

Gli aghi possono avere calibri differenti, caldi o freddi e vengono lasciati nel corpo, a minima profondità (la pratica è generalmente indolore) per circa 10/15 minuti.

La loro azione agisce molto in profondità nel corpo creando un generale stato di rilassamento ed i risultati sono notevoli anche solo con poche sedute.

Alcune volte al posto degli aghi i punti del corpo vengono invece stimolati riscaldandoli attraverso la combustione di un'erba curativa chiamata moxa, che bruciando produce un calore piacevole e penetrante stimolando punti nevralgici e apportando notevoli benefici.

E' importante per la possibilità di una guarigione più completa affiancare alle sedute di agopuntura anche un'alimentazione adatta a seconda del disturbo, integrata da erbe o decotti consigliati dal medico.

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