NAPOLEONE ALL'ELBA

All'inizio del 1814, mentre i francesi lasciano la Toscana, l'Elba vive ore d'incertezza e di instabilità, l'inquietudine serpeggia fra gli uomini dei presidi, il governatore Dalesme e costretto a far disarmare gli uomini meno affidabili, a Longone parte della guarnigione insorge contro il comandante e si imbarca a Rio per il continente. A causa della difficoltà delle comunicazioni, la miniera è ferma da mesi per l'impossibilità di trasportare il minerale fuori dal paese e i militari rimasti, circa 500 effettivi non sono in grado di contenere i sentimenti di ostilità contro i francesi che cominciano a diffondersi per tutta l'isola, a Marciana viene bruciata l'effigie di Napoleone. E in questo clima che arriverà del tutto inaspettata la notizia dell'arrivo dell'Imperatore.

Le vicende disastrose della guerra di Spagna e della ritirata di Russia e la vittoria delle potenze alleate, hanno costretto l'Imperatore alla resa. Il 31 marzo 1814 le forze coalizzate di Inghilterra, Prussia, Russia, Austria entrano a Parigi, Napoleone è costretto a sottoscrivere l'atto di abdicazione, il trattato di Fontainebleau dell'11 aprile gli assegna l'Elba come principato e una pensione annua di due milioni di franchi, gli verrà concesso di portare con se 400 soldati come guardia personale.

L'articolo 9 stabilisce che i suoi possessi in Francia rimangano alla corona, eccetto un capitale di due milioni da devolversi in gratificazioni a persone da lui stesso segnalate, sia la pensione che le gratificazioni non vennero mai pagate.

Il 27 aprile il comandante inglese, generale Montresor, invia a Dalesme la notizia della caduta di Napoleone, il giorno seguente un dispaccio del ministro della guerra annuncia la venuta di Napoleone.

Dalesme preoccupato per la reazione degli elbani, intima la consegna di tutte le armi e anche Napoleone non è sicuro dell'accoglienza che lo attende. Arriva in rada il 3 maggio sulla fregata "Undaunted" agli ordini del comandante Ussher, prima di sbarcare si fa precedere da un proclama alla popolazione e l'invio della bandiera da lui stesso progettata, bianca con banda rossa, ispirata alla bandiera mercantile granducale, a cui vengono aggiunte le api dorate, anche la coccarda francese verrà sostituita con una con i nuovi colori.

Gli elbani lo accolgono con entusiasmo, lo sbarco avviene sul molo di fronte alla Porta a Mare, gli vengono consegnate le chiavi della città dal maire Traditi, che insieme alle autorità lo accompagna alla Pieve, dove viene celebrato il Te Deum dal Vicario generale dell'isola, il corso Arrighi parente di Napoleone.

Lo stato maggiore di Napoleone è composto da Bertrand, ministro dell'Interno e degli affari civili e da Drouot governatore dell'isola, Cambronne è il comandante della Guardia e Peyrusse il tesoriere, ma ogni minima questione viene sottoposta all'attenzione dell'Imperatore.

Campbell, agente del governo inglese, rimane sull'isola ufficialmente come "british resident", è incaricato di inviare rapporti sulla condotta di Napoleone e le sue relazioni col continente. Con uguale intento Mariotti era stato mandato da Talleyrand a Livorno come console francese e intratteneva spie a Portoferraio, come del resto faceva Anglès, ministro degli interni a Parigi.

Dopo aver alloggiato per qualche giorno negli scomodi locali della sede comunale della Biscotteria, Napoleone decide di ristrutturare alcuni edifici amministrativi e di vario uso, situati tra il forte Stella e il forte Falcone. I suoi alloggi saranno al piano terreno, nel salone situato al piano superiore e nel piccolo teatro adiacente, si giocherà a carte e una piccola orchestra con due cantanti animerà le serate a cui parteciperà la borghesia locale. L'edificio è modesto, quando Fleury de Chaboulon visitò Napoleone notò la tappezzeria scolorita e i tappeti frusti. I mobili erano di varia provenienza, parte venivano dal palazzo di Piombino della sorella Elisa Baciocchi, altri appartenenti al principe Borghese, marito di Paolina, viaggiavano verso Roma quando una tempesta obbligò la nave ad una sosta a Portoferraio e l'Imperatore ne approfittò con la consueta disinvoltura.

Nel giugno giunge la notizia della morte di Giuseppina, gratificata dopo il trattato di Fontainebleau di una pensione annua di un milione di lire, aveva conservato le sue proprietà personali e ospitava spesso alla Malmaison lo zar Alessandro, l'imperatore d'Austria e il re di Prussia, con cui intratteneva rapporti amichevoli.

Il rattristato Napoleone, che crede ancora che la moglie Maria Luisa sia prigioniera del padre e nell'impossibilità di raggiungerlo, ha modo di distrarsi con l'animazione che regna a Portoferraio, l'afflusso di forestieri che desiderano conoscere l'Imperatore è notevole. Il porto è in gran fermento, gran quantità di mercanzie e viveri sono necessarie per il sostentamento della corte e dei militari e molti del paese potranno trarne profitto. Verranno organizzate con molto successo anche alcune feste pubbliche, come quella che si svolge il 15 agosto, nella ricorrenza di un ipotetico San Napoleone, che comprenderà una corsa di cavalli, un ballo pubblico e fuochi d'artificio.

L'Imperatore si alza molto presto, fa colazione e si mette di nuovo a letto, poi fa una passeggiata a cavallo, al ritorno da udienza ai visitatori che figurano sulla lista preparata da Drouot o Bertrand. Il dottore Fourreau de Beauregard lo visita ogni mattina, Napoleone soffre di attacchi di vomito e di eruzioni cutanee a cui non da gran peso. Fourreau era stato chirurgo veterinario, incaricato delle stalle imperiali e del servizio di ambulanza durante le campagne del 1814 e ora promosso al ruolo di medico personale dell'Imperatore, riferisce a Napoleone sui pettegolezzi che circolano in paese, lo aiuta il farmacista Gatti, di capacità modeste come il suo salario.

A mezzogiorno consuma un pasto semplice, in cui abbondano le verdure e dopo pranzo si ritira a leggere, nella sua biblioteca. Accanto ai 196 volumi del "Moniteur", che coprono le annate dal 24 novembre al 30 giugno 1813, figurano autori greci e latini, fra cui Cesare, Seneca, Plutarco, Tacito, opere di Diderot, Voltaire, vari trattati di agricoltura e uno studio sullo sfruttamento delle miniere. Prima di partire da Fontainebleau aveva scelto personalmente i libri da portare all'Elba, altri libri vennero comprati a Fréjus, una parte provenivano dalla biblioteca dello zio, cardinale Fesch. La corrispondenza con i librai di Livorno attesta l'attenzione dell'Imperatore per le rilegature e in molti casi rimandò indietro le rimanenze e le edizioni popolari che gli venivano inviate.

Nel pomeriggio, come è sua abitudine passa molto tempo nella vasca da bagno, immerso nell'acqua molto calda, tra le 4 e le 5 inizia il suo giro di visite e ispezioni nel resto dell'isola, spesso rientra col suo canotto. Cena alle sei, con pochi invitati, la compagnia abituale comprende i membri della sua piccola corte, alcuni visitatori, talvolta il colonnello Campbell. La serata si conclude generalmente con una partita a carte o a scacchi. La sorella Paolina fa una breve apparizione alla fine di maggio per tornare alla fine di ottobre, la madre lo raggiungerà all'inizio di agosto.

La casa è accudita da 21 persone tra valletti, cuochi e domestici, su tutti spicca Marchand, uomo colto e riservato totalmente devoto a Napoleone.

A fine maggio con la Guardia arrivano i cavalli preferiti dell'Imperatore: l'arabo Wagram, che l'accompagnò nella celebre battaglia; Tauris, donatogli dallo Zar Alessandro, con cui fece la campagna di Russia; il placido cavallo normanno Intendant, adatto alle parate; Roitelet ricevuto dal figlioccio Eugenio de Beauharnais; Emir, Montevideo e Gonzalve, che cavalcò in Spagna. Due piccoli cavalli corsi, che servivano per la campagna e 48 da traino, completano le scuderie fornite di 27 vetture diverse. Le strade che consentono il passaggio di una carrozza sono ancora poche, l'Imperatore ama fare lunghe cavalcate, seguito da una scorta di cinque uomini armati a cavallo.

La popolazione è affascinata dal nuovo sovrano e dal suo intenso attivismo, Napoleone si occupa di tutto, dai cani randagi all'igiene pubblica, la sconsacrata chiesa del Carmine viene trasformata in un teatro, i palchi verranno venduti alle famiglie dei notabili. Come residenza estiva viene riadattata una casa nella vallata di San Martino, nelle vicinanze di Portoferraio, acquistata con i soldi della sorella Paolina. A causa del clima troppo caldo Napoleone vi soggiorna solo per brevi periodi, nei pressi venne impiantata una piccola fabbrica di vetro e ceramica che da risultati assai modesti. Madonna del Monte, vicino a Marciana è più adatta ad un soggiorno estivo, è qui che Napoleone riceverà con discrezione Maria Waleska e suo figlio per pochi giorni. La contessa ha mandato suo fratello, il colonnello Laczinski per chiedere il permesso di venire a visitarlo all'Elba. Il primo settembre sbarca in compagnia del fratello, della sorella e del figlio, ad attenderli c'è Bertrand che li scorta verso la montagna al chiarore della luna. Napoleone è prudente, spera sempre in una visita di Maria Luisa e non è nella posizione di inimicarsi il suocero Imperatore d'Austria, alla partenza affida a Maria alcuni messaggi per Murat. La Walewska lo rivedrà un ultima volta nel 1815 alla Malmaison. Rimasta vedova si risposerà nel 1816 con un cugino dell'Imperatore, il Generale Ornano.

Al momento della partenza da Parigi, Napoleone disponeva di più di tre milioni e mezzo di franchi, in attesa della pensione promessa, che non arriverà mai, l'Imperatore può contare solo sulle magre entrate dell'isola e sarà costretto a intaccare il patrimonio personale e a ricorrere ai prestiti dei familiari. Il suo progetto di creare degli altiforni all'Elba, si rivelerà impraticabile, in compenso si approprierà del ricavato delle miniere, che era dovuto alla Legion d'Onore.

Fallisce anche il progetto di colonizzare Pianosa con l'appoggio di un imprenditore genovese, che diventa luogo d'esilio per le teste calde dell'esercito.

Le risorse dell'isola sono poche e gli abitanti restii a pagare le imposte, anche la minaccia di usare la forza non da molti risultati. Le spese per la corte, l'amministrazione e l'esercito ammontano a più di duemila franchi e il ritardo o il mancato pagamento degli stipendi saranno causa di disordini e diserzioni tra i soldati.

Ai granatieri della Guardia e ai lancieri polacchi viene aggiunto un battaglione franco reclutato sul posto e un battaglione corso, sono delle truppe raccolte in fretta e con fatica, più di mille uomini indisciplinati ma ben armati che costeranno un milione di franchi. Ad essi si aggiungeranno militari isolati che per nostalgia dei bei tempi vengono sollecitare un impiego, come il generale Boinod, completamente sordo che verrà nominato ispettore generale delle riviste. Il numero degli uomini è giustificato solo dalla paura di un rapimento per mano dei nemici dell'Imperatore, anche diminuiranno gli stipendi, al momento della partenza le sue riserve personali sono dimezzate e i francesi lasceranno numerosi conti da pagare.

La piccola flotta personale di Napoleone aumenta, alle imbarcazioni già appartenenti al presidio francese si aggiungono un brigantino, l'Incostant e un canotto appartenente alla fregata Undaunted. Vengono inoltre requisite due feluche, addette alla sorveglianza delle miniere di Rio, ribattezzate La Mouche e L'Abeille, un piccolo bastimento, che non verrà mai consegnato, viene ordinato ai cantieri di Marciana. Successivamente viene acquistato anche uno sciabecco, l'Etrusco, ribattezzato L'Etoile; per motivi diversi ci fu una certa difficoltà a reperire i marinai sul posto, parte vennero dalla vicina Capraia e altri perfino dalla Liguria.

Dalla Francia giungono notizie confortanti, la monarchia non ha saputo ritrovare una solida base nel popolo, gran parte dell'esercito è rimasta fedele all'Imperatore. Da Vienna invece giunge la notizia che Il Congresso, adunato dal 1° di novembre, si propone di confinarlo altrove. Vengono fatti complotti per rapire o assassinare l'Imperatore, vengono intensifica le misure di sorveglianza. Secondo gli ordini dati il 29 maggio, nessuno poteva sbarcare a Portoferraio senza aver subito un interrogatorio per accertare lo scopo della visita e un permesso scritto di Cambronne, ma ora Napoleone sia in terra che in mare è costretto a circondarsi di uomini armati e vigilanti.

Il conte Litta Biumi si presenta ai Mulini sollecitando a nome dei patrioti italiani, il ritorno in continente di Napoleone, circolano voci sempre più insistenti di un probabile sbarco dell'Imperatore sulle coste napoletane, per ricongiungersi a Murat, e cingere la corona di Re d'Italia. L'Imperatore pensa solo a Parigi, con grande cautela a causa delle spie che lo sorvegliano, comincia a preparare la fuga. Il 16 febbraio 1815 scrive al generale Drouot: "Date ordine che il brick entri in darsena e sia voltato sulla chiglia, lucidato, le sue vie d'acqua ben tappate, che si rifaccia il carenaggio e tutto ciò che è necessario perché possa tenere il mare. Sarà dipinto come un brick inglese. Si farà di tutto ciò un preventivo che mi presenterete domani: si riarmerà il brick, si fornirà di biscotto, di riso di legumi, di formaggio, metà dell'approvvigionamento in acquavite e l'altra metà in vino, e acqua per 120 uomini per tre settimane. Quanto alla carne salata, se ne imbarcherà per 15 giorni. Avrete cura che vi sia legna e infine non manchi assolutamente niente. Desidero che dal 24 al 25 di questo mese sia in rada e pronto come ho detto".

Viene festeggiato il carnevale con un ballo al Teatro dei Vigilanti, a cui partecipano tutti i notabili dell'isola, Paolina e la madre che resteranno sull'isola per breve tempo dopo la partenza di Napoleone. Il 26 febbraio, mentre Campbell, è a Livorno, il brigantino l'Incostant al comando del capitano Chautard prende il largo con a bordo l'Imperatore, seguito da una piccola flotta. Una delle golette fa la vedetta, la destinazione per precauzione è ancora segreta, i vascelli si dirigono ad ovest separatamente per non aver l'aria d'essere un convoglio, raggiungeranno Golfe Juan il primo di Marzo.

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