I FRANCESI IN TOSCANA

Col consenso del granduca Ferdinando III, nel giugno del 1796 Napoleone occupa Livorno con le sue truppe, per impedire l'accesso del porto agli inglesi e impedire i loro commerci nel Mediterraneo. Il primo di luglio dopo una breve visita a San Miniato per salutare un suo parente, il canonico don Filippo Bonaparte, è a Firenze, accolto con tutti gli onori. La flotta inglese al comando di Nelson si presenta a Portoferraio dove vengono sbarcati truppe e armamenti e installato un presidio. L'occupazione durerà circa un anno, nel 1797 le proteste del granduca presso i governi di Londra e Parigi otterranno l'evacuazione delle truppe straniere dai due presidi.

Il 2 marzo 1799 Il Direttorio entra in guerra contro la seconda coalizione, che comprende l'Austria e il 24 marzo 7000 soldati iniziano l'invasione della Toscana senza incontrare resistenza. Il granduca Ferdinando III si rifugia a Vienna, a Firenze il cittadino ebreo Reinhard, commissario del governo francese, assume il potere politico e civile e il generale Gaultier quello militare. Livorno viene occupata il 26 marzo del 1799, obbiettivi importanti sono il recupero della Corsica e la conquista dell'Elba, essenziali sia per controllare il traffico inglese nel Mediterraneo che per lo sfruttamento del ferro elbano, che i francesi pensano di far fondere in Corsica.

A Firenze ci furono pochi cambiamenti ai vertici dell'amministrazione, anche se il moderato Reinhard pensava che un rinnovamento radicale delle istituzioni avrebbe dato spazio anche ai "giacobini" locali, prudentemente estromessi dalle cariche ufficiali e avrebbe posto le basi per una Costituzione Repubblicana. Questo avrebbe fatto della Toscana un fedele alleato della Francia ma i patrioti italiani su cui si poteva contare erano pochi e furono scelti funzionari che avevano già fatto parte dell'amministrazione lorenese. In questo modo si scoraggiò i simpatizzanti e non si rese popolare il regime, che le contingenze della politica francese costrinsero a brutali requisizioni e all'uso della forza. Il fiscalismo esasperato, la coscrizione obbligatoria, la riforma del clero, furono imposte ad una popolazione abituata alle riforme attuate per gradi dal precedente governo lorenese, particolarmente quelle riguardanti il clero e la devozione popolare. Ad Arezzo il popolo insorse, fomentato dai reazionari e i francesi vennero attaccati da bande di contadini e sbandati, che nome della fede devastarono e saccheggiarono il territorio circostante e giunsero ad occupare Siena.

I pochi mesi dell'occupazione repubblicana in Toscana ebbero fine a seguito delle vittorie austro-russe e i francesi si ritirano da Firenze nella notte fra il 4 e il 5 Luglio. L'amministrazione granducale restaurata iniziò prontamente una dura repressione contro i "giacobini" rimasti, fu condannato chi aveva mostrato qualche inclinazione verso le idee repubblicane, ma fu necessario sistemare anche le organizzazioni popolari che si erano battute contro i francesi e che erano restie a cedere le armi.

Poco tempo dopo, nel novembre del 1800, al comando di Murat, le truppe francesi entrano nuovamente in Toscana, disperdendo i pochi insorti. Col trattato di Luneville (9 febbraio 1801), il granducato viene trasformato nel Regno d'Etruria e assegnato a Ludovico di Borbone, che diventa anche principe di Piombino. Al congresso di Amiens (marzo 1802), siglata la pace con l'Inghilterra, la Francia insisterà sul possesso dell'intera Elba.

Nel 1803 a Ludovico succede il figlio Carlo, sotto la reggenza della madre Maria Luisa, il 27 ottobre 1807 col trattato di Fontainebleau Napoleone annette il Regno d'Etruria all'Impero, insediando il generale Reille come commissario. Nel marzo del 1809 viene ripristinato il granducato e assegnato alla sorella Elisa Baciocchi., principessa di Piombino e Lucca.

Dopo i rovesci della campagna di Russia, all'inizio del 1814 le truppe di Murat, alleatosi con i nemici della Francia, invadono lo stato pontificio e la Toscana. I napoletani entrano in Firenze il 31 gennaio, la popolazione insorge distruggendo le insegne francesi. Per ordine di Napoleone le truppe imperiali si ritirano da Firenze e da Livorno, dove sbarca un corpo d'armata inglese, il primo maggio Firenze viene restituita ufficialmente al granduca.

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