TRATTATO DI FONTAINEBLEAU

Il trattato di Fontainebleau con cui Napoleone rinunciava alla sovranità sulla Francia, venne siglato l'11 aprile del 1814, fu per molto tempo tenuto segreto e non fu mai pubblicato.

Articolo I - S.M. l'Imperatore Napoleone rinuncia per se, per i suoi successori e discendenti, come pure per tutti i membri della sua famiglia, a qualunque diritto do sovranità e di dominio, tanto sull'impero francese ed il regno d'Italia, come su ogni altra nazione.

II - Le LL.MM. l'Imperatore Napoleone e l'Imperatrice Maria Luisa conserveranno questi titoli e qualifiche, vita natural durante.
La Madre, i fratelli, le sorelle, i nipoti d'ambo i sessi dell'Imperatore conserveranno ugualmente, ovunque essi si troveranno, il titolo di principi.

III - L'Isola d'Elba, scelta dall'Imperatore per suo soggiorno, costituirà, vita natural durante, un principato separato, che sarà da lui posseduto in tutta sovranità e proprietà.
Sarà inoltre passata all'Imperatore, ed in piena proprietà, una rendita annuale di due milioni di franchi, iscritta nel Gran Libro di Francia, di cui un milione sarà reversibile all'Imperatrice.

IV - Tutte le potenze s'impegnano ad adoperare i loro buoni uffici per far rispettare dagli Stati barbareschi la bandiera e il territorio dell'isola d'Elba e perché, nei suoi rapporti con gli Stati barbareschi sia da essa assimilata alla Francia.

V - I ducati di Parma, di Piacenza e di Guastalla saranno dati in proprietà e sovranità a Sua Maestà l'Imperatrice Maria Luisa e passeranno ai suoi figli e discendenti in linea diretta: Il principe suo figlio, da questo momento, assumerà il titolo di principe di Parma, Piacenza e Guastalla.

VI - Nei paesi ai quali l'imperatore rinunzia, saranno riservate a lui e alla sua famiglia, alcune proprietà o rendite iscritte sul Gran Libro di Francia, fino a un reddito netto annuo, detratta ogni spesa, di franchi due milioni e cinquecentomila. Queste proprietà o rendite, apparterranno in piena proprietà, ed essi ne potranno disporre a piacimento, ai principi ed alle principesse della sua famiglia e saranno ripartite in modo che le entrate risultino per ciascuno nella seguente misura: a madame Mère trecentomila franchi; al re Giuseppe e alla regina cinquecentomila franchi; al re Luigi duecentomila franchi; alla regina Ortensia ed ai suoi quattrocentomila franchi; al re Girolamo e alla regina cinquecentomila franchi; alla principessa Elisa trecentomila franchi; alla principessa Paolina trecentomila franchi.
I principi e le principesse della famiglia dell'Imperatore Napoleone conserveranno inoltre tutti beni mobili e immobili, di qualunque natura essi siano, da loro posseduti quali beni privati, e in particolar modo le rendite di cui usufruiscono sempre come privati, per somme iscritte sul Gran Libro di Francia e sul Monte Napoleone di Milano.

VII - L'appannaggio annuo dell'imperatrice Giuseppina sarà ridotto a un milione in possedimenti o somme iscritte sul Gran Libro di Francia. Essa continuerà a godere la piena proprietà di tutti i beni mobili e immobili privati e potrà disporne in conformità delle leggi francesi.

VIII - Sarà concessa al principe Eugenio, viceré d'Italia, una conveniente residenza fuori della Francia.

IX - Le proprietà possedute in Francia da S.M. l'Imperatore come dominio sia straordinario, sia privato, saranno da lui restituite alla Corona.

X - Tutti i diamanti della Corona rimarranno alla Francia.

XI - L'Imperatore Napoleone restituirà al Tesoro e alle altre pubbliche casse tutte le somme e gli effetti che ne furono tolti per suo ordine, escluso quanto di competenza della lista civile.

XII - I debiti della Corona di S.M l'imperatore Napoleone quali erano il giorno della firma del presente trattato, saranno immediatamente pagati sugli arretrati dovuti dal Tesoro pubblico alla lista civile, a norma degli elenchi che verranno firmati da n commissario appositamente nominato.
XIII - Le obbligazioni del Monte Napoleone di Milano, verso tutti i suoi creditori francesi e stranieri, saranno puntualmente soddisfatte, senza che a tale riguardo sia apportato cambiamento di sorta.

XIV - Saranno dati i salvacondotti necessari per il libero passaggio di S.M l'Imperatore Napoleone, dell'Imperatrice, dei principi, delle principesse, e di tutte le persone del loro seguito, le quali vorranno accompagnarli e stabilirsi fuori della Francia, nonché per il trasporto degli equipaggi, cavalli, ed effetti che loro appartengono. Le potenze alleate, pertanto forniranno gli ufficiali ed alcuni uomini di scorta.

XV - La Guardia Imperiale francese fornirà un distaccamento di millecinquecento uomini d'ogni arma per servire di scorta fino a Saint Tropez, luogo fissato per l'imbarco.

XVI - Saranno allestite una corvetta e le navi da trasporto necessarie per condurre a destinazione S.M. l'Imperatore Napoleone e la sua Casa. La corvetta rimarrà piena proprietà dell'Imperatore.

XVII - S.M. l'Imperatore potrà condur seco e tenere per sua guardia quattrocento uomini volontari, sia ufficiali che sottufficiali e soldati.

XVIII - Tutti i francesi che avranno servito S.M. l'Imperatore Napoleone e la sua famiglia, saranno obbligati, sotto pena di perdere la cittadinanza francese, a rientrare in Francia nel termine di tre anni, a meno che non siano compresi nelle eccezioni che il governo francese si riserva di accordare spirato questo termine.

XIX - Le truppe polacche, di ogni arma, che prestano servizio in Francia, saranno libere di ritornare in patria conservando armi e bagagli in segno del loro onorato servizio; gli ufficiali, i sottufficiali e i soldati conserveranno le decorazioni che furono loro concesse e le pensioni inerenti a tali decorazioni.

XXI - Le grandi Potenze alleate garantiranno l'esecuzione di tutti gli articoli del presente trattato e s'impegnano ad ottenere che esso sia adottato e garantito anche dalla Francia.

Fatto a Parigi l'11 aprile 1814. Caulaincourt, duca di Vicenza; il maresciallo duca di Taranto Macdonald; il maresciallo duca d'Elchingen, Ney; il principe di Metternich.

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