ScuderieCi incamminiamo verso la residenza napoleonica dei Mulini, sulla destra un fabbricato adoperato in origine come carcere, fu utilizzato da Napoleone per le sue scuderie. La PALAZZINA DEI MULINI, venne ricavata dall'ampliamento di due antichi edifici, collegati tra loro da un piano basso, dove prima si trovavano gli uffici di cancelleria e l'abitazione del giudice.

Varie costruzioni esistenti, come quello dell'antica infermeria, divenuto teatro nel 1746, vennero uniti al fabbricato principale e utilizzati in vari modi. Il corpo centrale fu rialzato secondo il progetto dell'architetto Bargigli, dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara, per ricavarne un salone e gli appartamenti destinati all'Imperatrice Maria Luisa, che furono abitati dalla sorella Paolina durante i suoi due soggiorni elbani. Al piano terreno le stanze destinate all'Imperatore, decorate dal pittore Revelli.

I mobili che l'arredavano provenivano per lo più da Piombino, dalla casa della sorella Elisa Baciocchi, certi altri provenivano da case agiate di Portoferraio, altri ancora arrivarono fortunosamente a Portoferraio, nel corso di una traversata verso Roma, provenienti dal palazzo torinese del principe Camillo Borghese, marito di Paolina, e qualcuno anche da Fontainebleau.

Palazzina dei MuliniNapoleone aveva portato con se alcuni volumi, altri ne fece acquistare dai librai di Livorno, si appropriò di quelli appartenenti al Genio Militare, da suo zio, il cardinale Fesch, ebbe pure diversi libri di carattere generale. Possedeva anche uno speciale contenitore portatile, per i libri che portava in viaggio con sé. La biblioteca della villa comprende una preziosa collezione del periodico "Le Moniteur", dal 24 novembre 1812 al 30 giugno 1813, le opere di Voltaire, molti classici e saggi di carattere scientifico, alcuni dei quali riguardanti l'agricoltura. Di essa si occupò attivamente, facendo acquistare piante di olivo e di gelso sul continente, per iniziare gli elbani alla produzione dell'olio e all'allevamento delSpiaggia delle Viste baco da seta, ma scarsissimi furono i risultati. Dopo la partenza dell'Imperatore, i libri appartenenti al Genio Militare e quelli inviati dal cardinale Fesch tornarono ai loro proprietari, mentre quelli provenienti da Fontainebleau restarono all'Elba.

Alla sua partenza Napoleone donò la Palazzina al Comune, ma il granduca Ferdinando III fece pervenire i mobili a Maria Luisa, prese per sè le opere più pregiate della biblioteca e la palazzina divenne la sede del nuovo governatore. Divenuto sede del Genio militare, dopo il 1860, diventò definitivamente proprietà del governo nel 1880, il comune ottenne in cambio la biblioteca e un edificio del demanio. I mobili e le suppellettili d'epoca, oggi esposti hanno varia provenienza e in minima parte appartennero alle dimore napoleoniche. Nel giardino una copia della Galatea del Canova che si trova alla villa di San Martino, uno stemma Imperiale e una statua della Minerva, modesta opera dello scultore toscano Bartolini, che fu Forte Falconenominato all'Elba Direttore della Scuola di Disegno con uno stipendio irrisorio e preferì tornare in patria.

Proseguiamo la passeggiata, affacciandosi dai bastioni scopriamo la SPIAGGIA DELLE VISTE una delle due spiagge di Portoferraio, molto frequentata da turisti e residenti, ed ottimo punto di sosta per uno spuntino o per il pranzo in un locale sul mare.

FORTE FALCONE ci sovrasta con le sue mura cinquecentesche e la garitta sormontata dalla croce di Lorena, purtroppo in attesa di restauri è ancora chiuso, ai suoi piedi due polveriere del 1745 con i caratteristici parafulmini simili a camini. Ci troviamo su una collina e il punto di osservazione è ottimo per vedere il tracciato della città, che a parte la sopraelevazione degli edifici non è mutato dai tempi della sua edificazione.

Scendiamo verso il TEATRO DEI VIGILANTI Proseguendo la discesa con la scalinata detta salita del Falcone, incontriamo a destra la piccola VIA DEI PALCHETTI, assai suggestiva perché costeggiata da quello che resta dei vecchi orti cinquecenteschi. Di fianco il TEATRO DEI VIGILANTI, Via dei iPalchettiriconoscibile per la sua imponente sagoma rosa. Era in origine una cappella ottagonale, costruita nel 1618 dal governatore Orazio Borbone di Sorbello, ad essa fu aggiunto un fabbricato ad uso di ospedale nel 1620 e alcuni orti. Amministrato dai fratelli della Compagnia del Carmine, fu ampliato nei secoli successivi, nel 1790 si sviluppava su tre piani, il terreno per gli uomini, il primo piano per i soldati, il secondo per le donne. La cappella, ristrutturata e ampliata, nel 1718 fu trasformata in chiesa, ai primi dell'800 servì di magazzino all'ospedale e il 17 aprile 1803 ospitò la prima seduta generale dell'amministrazione elbana sotto il governo francese. Fu trasformata in teatro da Napoleone, che tuttavia non rimase contento del risultato.

All'interno il sipario originale raffigura Apollo, opera non eccelsa di Paolo Revelli autore delle decorazioni alle residenze imperiali dei MuliniUno scorcio del Teatro Napoleonico visto dal dietro e San Martino.

Vi fu dato l'ultimo ballo, al quale partecipò Napoleone prima della sua fuga, Paolina, con lo sfarzo delle sue "toilettes", non mancò di eclissare il ben più modesto abbigliamento delle dame locali, nonostante gli ammonimenti del fratello. Anche per il teatro Napoleone cercò sovvenzioni, vendendo i palchi alla ricca borghesia paesana, nella Chiesa della Misericordia è conservata la corona dorata che sormontava il palco imperiale.

Il teatro dei Fortunati, divenuto poi dei Vigilanti, venne utilizzato per rappresentare opere, operette e prosa fino al 1954. Rimasto chiuso per un lungo periodo, fu acquistato dal Comune nel 1986 e nuovamente inaugurato nel 1997, dopo un accurato restauro. Ospita ora spettacoli e manifestazioni importanti come il Festival Internazionale Elba, Isola Musicale d'Europa che si svolge in autunno.

 

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