Proseguiamo la discesa, di fronte a noi uno scorcio di Piazza della Repubblica con la piccola PIEVE, di fianco sulla destra il cinquecentesco fabbricato della BISCOTTERIA, sede degli uffici comunali. Iniziata a costruire nel 1559 su progetto dell'architetto Camerini e terminata dopo due anni, ha subito modifiche e restauri in varie epoche, non ebbe fin dall'inizio pretese di eleganza, dovendo servire per vari usi: vi si cuoceva e si faceva seccare Pieveil biscotto, ossia le gallette che si consumavano sulle navi e che in caso di bisogno, servivano anche per la guarnigione. Vi si conservava anche la farina, il tesoro della comunità, il vino, le polveri da sparo. L'antica cisterna, alimentata da una sorgente ancora attiva, è ancora visibile nei sotterranei. Ai piani superiori furono ricavati alloggi ed uffici per i Provveditori delle fortezze e per i Commissari, il Governatore abitava alla Stella, l'Auditore e il Cancelliere alloggiavano negli edifici che poi furono trasformati nella Palazzina dei Mulini. All'inizio dell'800 la Biscotteria divenne sede amministrativa e giudiziaria e vi si svolsero anche le operazioni di reclutamento dei militari (leva per sorteggio). Una lapide all'ingresso ricorda la permanenza a Portoferraio di Victor Hugo, faceva parte del presidio militare francese agli ordini del generale Rusca, il capitano Giuseppe Leopoldo Hugo, che con la famiglia abitò in via Garibaldi, allora chiamata Via del Buon Gusto per la presenza di numerosi ritrovi. Il piccolo Victor fu affidato dalla madre, ritornata in Francia, ad una governante del luogo che gli insegnò la lingua toscana.

Nel 1813 un incendio, sviluppatosi nella zona dei forni, situata sotto il loggiato di fronte alla porta d'ingresso, distrusse parte dell'edificio; i lavori di ristrutturazione e restauro del fabbricato si protrassero nei decenni successivi. Nei progetti del 1829, l'edificio doveva comprendere gli uffici dei ministri del Tribunale e Cancelleria del restaurato Governo Granducale, il carcere delle donne, la biblioteca, la cappella, la sede del Monte Pio (prestito pubblico), la scuola e la sede per l'agente di Polizia. Dello stesso periodo è il lastricato del cortile, in pietra serena, con al centro la copia di una stele in granito, dedicata a Ercole da P. Acilius Attianus, prefetto del Pretorio, ritrovata nella zona di Seccheto, nella parte sud - ovest dell'isola. L'originale si trova nel museo della Linguella.

Una scala, che parte dall'angolo a destra, sale alla Biblioteca Foresiana, intitolata a Mario Foresi (1849-1932), letterato e mecenate elbano, amico di Caserma de LaugierD'Annunzio. Fece dono al Comune della sua biblioteca privata, costituendo un primo nucleo di 40.000 volumi della raccolta, che per numero e importanza occupa oggi il secondo posto tra le biblioteche della provincia. I Foresi abitarono a Firenze e furono amici di artisti e letterati celebri. Ebbero tutti vasti interessi culturali, Alessandro, nato nel 1814, collaborò col fratello Raffaele al periodico fiorentino "Il Pievano Arlotto", ma fu anche collezionista di opere d'arte, parte delle quali sono esposte nella locale Pinacoteca. Il fratello Raffaello ordinò anche un'importante raccolta di minerali elbani, oggi conservata a Firenze.

Uscendo notiamo l'orologio sulla torretta, trasferito nel 1808 dalla CASERMA DE LAUGIER. Di fronte a noi quella che un tempo era la cinquecentesca Piazza d'Armi, luogo di raccolta delle truppe per le esercitazioni militari (poteva contenere fino a 4.000 uomini) e di giostre e gare ippiche.

Circondata da abitazioni signorili a due o tre piani, nel tardo '800 fu luogo di ritrovo dei portoferraiesi, che vi si riunivano per ascoltare la banda nel bel giardino dove nel 1922 fu posto il monumento ai caduti, opera del giovane scultore Feroci, divenuto in seguito celebre alle dipendenze del Re del Siam. Oggi numerosi negozi e ristoranti si affacciano sulla piazza adibita a parcheggio a pagamento.

La PIEVE, fondata nel 1549 era inizialmente costituita da una sola navata, nel 1590 fu ampliata nel senso della lunghezza, nel 1623 si aggiunsero due nuove cappelle e nel'700 fu eseguito un nuovo ampliamento. Nel 1783 le sepolture vennero trasferite nel cimitero costruito vicino al fosso del Ponticello. Nel 1813 l'altare maggiore fu sostituito con un altro proveniente dalla Chiesa del Carmine; altre modifiche vennero effettuate nel 1823.

Torniamo di fronte al Comune e prendiamo Via Garibaldi, la già citata Via del Buongusto, sulla sinistra la CHIESA DEL S.S.SACRAMENTO, che un tempo aveva l'entrata sul fianco destro mentre l'area dell'attuale sagrato era occupato da fabbricati privati. Fondata nel 1551 ebbe aiuti e privilegi da Cosimo e dai pontefici, la chiesa è stata parzialmente ricostruita nel 1945, nella cappella dedicata ai caduti in guerra, si trova un Crocifisso antecedente alla fondazione di Portoferraio, ritrovato durante i lavori di costruzione del 1548 e conservato precedentemente in una nicchia scoperta nella via dei Granai, l'attuale via Victor Hugo. Anche in quest'area si trovano negozi caratteristici e un enoteca ricavata da un antico fondo.

Saliamo la scalinata, con la sua prospettiva ci introduce ad uno dei luoghi più suggestivi di Portoferraio, il piazzale dell'ottocentesca CASERMA DE LAUGIER, da cui si gode una splendida vista delle due fortezze, che consigliamo di vedere anche di notte, d'estate è spesso sede di manifestazioni. Antico convento cinquecentesco, ha subito molte trasformazioni durante i secoli, per poi assumere il suo attuale aspetto divenendo una caserma agli inizi dell'800 al tempo dell'occupazione francese. Restaurata recentemente ospita mostre e congressi e la PINACOTECA FORESIANA, che espone al pubblico la collezione di Mario Foresi, donata al Municipio e presentata nel 1924: dipinti, stampe, mobili, di varie epoche e anche opere più recenti raccolte dal Comune.

Di fronte la piccola CHIESA DELLA MISERICORDIA, costruita nel 1677, con un bell'organo settecentesco costruito dai celebri artigiani Paoli.Maschera di Napoleone Qualche ritocco ottocentesco ha arricchito la chiesa di dorature e lampadari, conserva le ossa del martire San Cristino, patrono di Portoferraio. E' esposta la corona che ornava il palco imperiale al teatro dei vigilanti e durante la messa funebre in onore di Napoleone il 5 maggio espone un sarcofago su modello di quello di Sant.Elena e la maschera di Napoleone, ricavata dal suo medico personale, il corso Antonmarchi. Insieme al calco della mano fu donata dal principe Anatolio Demidof nel 1852, il quale lasciò anche un legato per far celebrare la messa di suffragio ogni 5 maggio, con una cerimonia ufficiale. Il piccolo museo adiacente conserva alcuni cimeli dell'epoca.

Passando per via della Fonderia, che deve al suo nome all'antica fonderia cinquecentesca ormai scomparsa, e che conserva uno delle più antiche pavimentazioni della città. Arriviamo all'entrata delle fortificazioni, aperte tutto il giorno, che ospitano anche manifestazioni estive di vario genere. Percorse da passaggi sotterranei, che arrivavano fino al mare, le mura in molti punti sono scavate nella roccia viva, le fortificazioni subirono fin dalla fine del '500 ampliamenti e restauri che si protrassero fino a tutto il'700. Di qui si ha una vista spettacolare del golfo, del forte Falcone, della spiaggia delle Ghiaie, sopra cui si erge la sagoma del forte inglese, costruito nel 1700, smantellato circa trent'anni dopo, occupato dagli inglesi nel 1796 e successivamente dai francesi all'inizio dell'800.

 

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